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Lavoro 20.10.2026

Organismi di parità e architettura sociale della tutela. Una lettura sociologica del d.lgs. n. 91/2026

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Sommario:

  1. 1. Introduzione
  2. 2. Discriminazioni e organizzazioni
  3. 3. Il problema dell'emersione
  4. 4. Prossimità, fiducia e accessibilità
  5. 5. Gli organismi di parità come infrastrutture di fiducia
  6. 6. La sfida posta dalla riforma
  7. 7. Conclusioni
  8. 8. Riferimenti bibliografici
 

Il contributo propone una lettura sociologica del riassetto degli organismi per la parità introdotto dal d.lgs. 7 maggio 2026, n. 91, in attuazione delle direttive europee in materia di equality bodies. Più che discutere i profili tecnico-giuridici della riforma, l’articolo si concentra sulle condizioni sociali che rendono effettivo l’accesso alla tutela antidiscriminatoria. A partire da una prospettiva organizzativa, il testo evidenzia come le discriminazioni di genere si producano spesso attraverso pratiche ordinarie, asimmetrie cumulative e culture organizzative che ne ostacolano l’emersione. L’efficacia di un organismo di parità dipende quindi dalla sua capacità di generare fiducia, prossimità e riconoscibilità tanto quanto dalla configurazione istituzionale che riceve. In tale prospettiva, l’effettività della riforma si giocherà anche sulla capacità di costruire un’architettura sociale della tutela: un sistema riconoscibile, accessibile e credibile, che renda possibile, per chi subisce discriminazione, riconoscere l’accaduto come ingiustizia e sapere a chi rivolgersi.