Sommario:
- 1. Premessa
- 2. Prima della riforma. Breve storia dell'azione individuale e collettiva delle Consigliere di parità: la discriminazione di genere nei luoghi di lavoro
- 3. Delle discriminazioni per razza e origine etnica: l'Unar – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
- 4. Cosa cambia dopo la riforma: l'Organismo unitario di parità e gli strumenti di contrasto alle discriminazioni
- 5. Cosa resta dopo la riforma: i confini irregolari dell'attività dell'Organismo unitario di parità
- 6. La sostenibilità del nuovo sistema
- 7. Alcune riflessioni conclusive
Il contributo esamina il d.lgs. 7 maggio 2026, n. 91, che attua le direttive (UE) 2024/1499 e 2024/1500, ricostruendo in particolare gli aspetti che riguardano la c.d. giustizia plurale – l'insieme degli strumenti processuali e stragiudiziali – in rapporto al nuovo Organismo di parità, indipendente e competente per tutti i fattori di discriminazione, e alle sue interazioni con le associazioni del terzo settore e la rete delle Consigliere di parità che restano anche nell'attuale sistema. L'autrice si interroga sulla complessità del nuovo assetto normativo che, pur nel tentativo di uniformare le tutele in materia di discriminazioni, conserva alcune criticità pregresse.



