Sommario:
- 1. Introduzione: l'ordinanza del Tribunale di Milano e le azioni rappresentative in materia di GDPR
- 2. La controversia Meta e il giudizio di ammissibilità
- 3. Dalla class action alle azioni rappresentative della direttiva (UE) 2020/1828
- 4. Il regime intertemporale delle nuove azioni rappresentative
- 5. Il GDPR nell'ambito delle azioni rappresentative e il recepimento italiano
- 6. Art. 80 GDPR e azione senza mandato: legittimazione e risarcimento ex art. 82 GDPR
- 7. La tutela collettiva dei dati personali nella giurisprudenza della Corte di giustizia UE: una rassegna orientativa
- 8. Il danno immateriale ex art. 82 GDPR: perdita di controllo, prova e nesso causale
- 9. Omogeneità delle pretese e individualità del diritto al risarcimento
- 10. Le classi del Tribunale di Milano: appartenenza, presunzioni e danno immateriale
- 11. Pluralità dei rimedi GDPR e art. 140-bis del Codice privacy alla luce delle sentenze della Corte di Giusti-zia UE
- 12. Azioni rappresentative e rischio d'impresa: accountability ed evidenze
- 13. Conclusioni: verso un modello di aggregazione processuale selettiva nella tutela risarcitoria dei dati personali
L'ordinanza del Tribunale di Milano del 10 aprile 2026 costituisce, per quanto consta dalla giurisprudenza edita, il primo provvedimento italiano che ammette un'azione rappresentativa consumeristica fondata su asserite violazioni del GDPR. Il contributo analizza il coordinamento tra gli artt. 80 e 82 GDPR, la direttiva (UE) 2020/1828 e gli artt. 140-ter ss. del Codice del consumo. Propone la nozione di «aggregazione processuale selettiva»: fatto generatore e violazione possono essere oggetto di accertamento unitario, mentre danno e nesso causale restano riferiti al singolo aderente. Sono esaminati perdita di controllo, timore di futuri abusi, prova presuntiva e criteri uniformi di liquidazione. L'analisi affronta inoltre il regime intertemporale, il coordinamento tra i diversi rimedi e le ricadute del nuovo modello sull'accountability e sul rischio d'impresa.



